Biografia

Spesso i figli percorrono nella loro vita sentieri distanti da quelli battuti dai loro genitori.
Io figlio di un poeta, forse per pudore,  avevo deciso di camminare strade diverse e di custodire segretamente le mie composizioni.

In realtà non avevo mai considerato l’idea di fare il musicista a tempo pieno, quello che ho sempre fatto però, nei momenti felici o tristi della mia vita, è stato scrivere canzoni. Canzoni per un amore, canzoni per una passione, canzoni per una storia da ricordare, o come mi succede negli ultimi anni  per l’illusione di curare qualcosa  che tenere chiuso dentro farebbe ancora più male.

Ma  mentre fra tanti mestieri percorrevo le mie strade lontane il seme segreto continuava a germinare e  produceva inesorabilmente qualcosa, così era inevitabile ogni tanto tornare  sulla via maestra   per posare  qua e la  qualche  frutto: colonne sonore, collaborazioni musicali e la radio (da sempre un’altra grande passione).

Le mie canzoni nascono in penombra, la sera, sui tasti del mio pianoforte. Spesso sono storie e melodie che come amici inaspettati arrivano da lontano bussando piano alla mia porta.

Mio nonno era un mazziniano convinto, un uomo del 1800 e mio padre, nato nel 1897, come ho già detto era un poeta che produsse le sue cose migliori nei primi decenni del ‘900.

Io, per le normali regole della natura e del tempo, non dovrei essere qui a raccontarmi come un cantautore dei giorni nostri  ma piuttosto avrei dovuto essere un anziano spettatore di un’ epoca in cui tutto corre troppo in fretta.  Invece, quasi come un viaggiatore del tempo, catapultato in questi giorni per strani giochi del destino, sono qui a presentare la mia musica  con l’ingenua ansia e curiosità di un bambino che scoperto nei sui giochi segreti teme il giudizio dei grandi.

Mario Grande

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